Prosegue nella sede di CasaViola in via Filzi, a Trieste, la struttura della Fondazione de Banfield dedicata ai caregiver, il ciclo di incontri formativi a carattere divulgativo pensati per offrire strumenti concreti, informazioni e occasioni di confronto diretto con specialisti del settore. Un percorso nato per accompagnare familiari e caregiver lungo le diverse fasi della malattia, rispondendo al bisogno di orientamento e supporto. Il nuovo appuntamento è in programma oggi, martedì, alle 17.30, con l’incontro “Il Medico di Famiglia come alleato del caregiver”, condotto dal dottor Luca Maschietto, medico di medicina generale ed esperto in medicina del dolore.
Quando arriva una diagnosi di demenza, infatti, la persona e il contesto familiare e sociale si trovano spesso ad affrontare una fase di profondo disorientamento, tra il peso degli accertamenti diagnostici, i cambiamenti progressivi legati alla malattia e le difficoltà emotive che ne derivano. In questo scenario, il medico di medicina Generale rappresenta spesso il primo e più costante punto di riferimento per la persona malata e per chi se ne prende cura, svolgendo un ruolo fondamentale di orientamento, monitoraggio e collegamento con la rete dei servizi sanitari e socioassistenziali. L’incontro offrirà ai caregiver l’opportunità di comprendere meglio come costruire un dialogo efficace con il medico di famiglia e come trasformare il rapporto di cura in una vera alleanza terapeutica. Nel corso dell’incontro verranno affrontati diversi aspetti concreti del percorso di cura: dall’importanza di riconoscere e ascoltare i primi segnali, quando un apparente “problema di memoria” può indicare qualcosa di più complesso, alla costruzione di una rete di servizi territoriali in cui il medico di famiglia svolge un ruolo di raccordo tra assistenza domiciliare, specialisti e strutture ospedaliere. Sarà inoltre dedicata particolare attenzione al tema del benessere del caregiver, spesso esposto a un forte carico emotivo e assistenziale, e alla necessità di monitorare non solo la salute della persona malata ma anche lo stress e la qualità di vita di chi se ne prende cura.
Il dottor Luca Maschietto è medico di medicina generale e certificato esperto in medicina del dolore. Svolge attività didattica presso il Dipartimento Universitario Clinico di Scienze Mediche, Chirurgiche e della Salute dell’Università di Trieste ed è segretario regionale Fvg della Società Italiana di Medicina Generale (Simg). Gli incontri di CasaViola rappresentano uno spazio di informazione, confronto e ascolto aperto alla cittadinanza, dove i caregiver possono porre domande, condividere dubbi e acquisire strumenti utili per affrontare con maggiore consapevolezza le sfide quotidiane legate alla malattia. La partecipazione all’incontro è libera; è consigliata la prenotazione telefonando allo 040.362766 oppure scrivendo a casaviola@debanfield.it
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I buchi neri di Sarajevo

C’è una Bosnia che non si racconta attraverso i numeri dei morti o le cronache dei negoziati di pace, ma attraverso i silenzi, i pensieri, i movimenti di chi è sopravvissuto. È quella di Božidar Stanišić, scrittore e poeta bosniaco che nel 1992 ha lasciato la sua terra rifiutandosi di indossare qualunque tipo di divisa, e che oggi alle 18, nel 30° anniversario della fine dell’assedio di Sarajevo, presenterà il suo libro “I buchi neri di Sarajevo” (Bottega Errante Edizioni) alla Libreria Minerva di Trieste, in un incontro organizzato in collaborazione con il Premio Giornalistico Internazionale Marco Luchetta. A dialogare con l’autore sarà Nicole Corritore, giornalista di Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa, voce tra le più autorevoli nel panorama italiano del giornalismo sui Balcani. Il libro accompagna il lettore nella Bosnia degli anni Novanta, prima e dopo lo scoppio del conflitto armato, dentro una Sarajevo meravigliosa, poi tragicamente devastata dall’assedio.
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E a Trieste c’è anche una nuova Sala multimediale, finalizzata all’inclusione professionale e alla formazione delle persone con disabilità visiva: «L’Istituto Rittmeyer – spiega il commissario straordinario Lorenzo Capaldo – presenta agli operatori, agli stakeholders e alla città il suo nuovo Spazio Lumen Lab, che può contare sulle più avanzate tecnologie grazie a dispositivi hardware e software inclusivi. Sarà il luogo dove il personale specializzato dell’Istituto potrà svolgere iniziative finalizzate a favorire l’inserimento professionale di persone con disabilità visiva e sensoriale, alla luce dei profondi cambiamenti sopraggiunti nel mondo del lavoro. Siamo grati al Rotary Club Trieste Alto Adriatico, che ha voluto realizzare e donare questa sala all’Istituto Rittmeyer, testimoniando la sua forte vicinanza in una fase particolarmente delicata della vita della nostra istituzione. Un valore aggiunto per il Rittmeyer, al quale hanno concorso altri partners della società civile coinvolti dal Rotary Club Alto Adriatico: in particolare il Club Puglia e due altri sodalizi rotariani, Rotary Trieste International e Distretto 2060».
Appuntamento per il taglio del nastro domani mercoledì, alle 18 nella sede dell’Istituto Rittmeyer (viale Miramare 119): all’inaugurazione interverranno, con il dottor Capaldo e il direttore generale Guglielmo Montagnana, l’assessore alla Salute della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia Riccardo Riccardi e ilpPresidente del Rotary Club Trieste Alto Adriatico, Carmine Pullano. «Occorre superare definitivamente i vecchi modelli che relegavano le persone con disabilità sensoriale a ruoli marginali – sottolinea Capaldo – attraverso percorsi formativi realmente calibrati sulle competenze e sulle aspirazioni delle persone, valorizzando le opportunità offerte dalle nuove tecnologie». Info e dettagli: www.istitutorittmeyer.it
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In copertina, uno degli incontri a CasaViola a Trieste sul problema demenze.
